L'Avvocato Consiglia

FUOCO E FIAMME
Una goliardata finita tragedia. E' accaduto a Venezia, in un Liceo artistico, durante la recita natalizia. In occasione della rappresentazione, un alunno (maggiorenne) appicca il fuoco per scherzo alle ali d'angelo indossate dalla compagna per la scena. Nell'intento di spegnere le fiamme interviene una seconda studentessa il cui costume prendere fuoco a sua volta, con conseguenti gravi ustioni sul suo corpo, con esiti deturpanti. Quest'ultima muove causa all'Istituto, chiedendo il risarcimento dei danni subiti. La Cassazione Civile, imputa la responsabilità dell'accaduto alla scuola.


AUTOVELOX
L'autovelox non può essere usato dalle amministrazioni comunali come uno strumento per fare cassa a qualunque costo. E quindi è colpevole del reato di truffa la società che colloca i rilevatori di velocità in posizione nascosta con lo scopo di registrare più infrazioni possibili. Questi apparecchi, sembra dire la Cassazione, devono fondamentalmente avere una funzione deterrente a favore della sicurezza stradale. Collocarli in punti nascosti e senza segnalazioni, sebbene lo strumento sia omologato e tarato correttamente, rappresenta un uso illegittimo.


TRADIMENTO ON LINE???
Non c'è addebito della separazione se la relazione è solo "virtuale". La Cassazione entra di nuovo nelle questioni tra moglie e marito stabilendo che un rapporto, sia pure prolungato, ma che si svolge solo via web non ha i requisiti dell'adulterio. La vicenda riguarda una donna sposata che aveva intrattenuto per più di 2 anni una relazione su internet con un altro uomo (residente in un'altra città) senza avere - nel linguaggio della sentenza - "congressi carnali" (cioè senza sesso). Ma non è questo, per i giudici, l'unico motivo per cui non c'è addebito: una relazione online non è di pubblico dominio e quindi non comporta "offesa alla dignità e all'onore dell'altro coniuge" nei confronti della comunità.


INCOMPETENTE: LICENZIATO !!!
E’ giusta causa di licenziamento non essere all'altezza del ruolo professionale che ci viene è affidato. La Cassazione riconosce pienamente la facoltà del datore di lavoro di giudicare l'adeguatezza del dipendente (ed eventualmente di provare il contrario). Il caso riguarda una psicologa assunta dall'Asl di Trento e licenziata per carenze professionali: per l'azienda non era in grado di relazionarsi col pubblico né con gli altri colleghi, ostacolando il lavoro altrui. 


TAGLIA I CAPELLI PER DISPETTO? CONDANNATO
E' violenza privata aggravata per il marito che taglia i capelli alla moglie per gelosia, dopo aver scoperto che lei lo tradiva. I Giudici del Palazzaccio hanno escluso l'ipotesi più lieve della minaccia perché l'umiliazione è inflitta con la forza e si risolve in un'intollerabile compressione della libertà morale.


NIENTE ALIMENTI? CONDANNATO
Scatta la condanna per l'ex marito disoccupato che non lascia la casa alla moglie e versa in modo incostante l'assegno di mantenimento per i figli, anche se la madre è benestante e ha sufficienti mezzi economici per occuparsene. Per la Suprema Corte, infatti "la sufficienza dei mezzi predisposti dalla madre è dato indifferente ai fini della configurabilità del delitto [...], giacché lo stato di bisogno dei figli minori ricorre anche quando alla somministrazione dei mezzi di sussistenza provveda la madre". 


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